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Giampiero Panfili

Debiti per 4 Milioni di euro per la Spoletina Trasporti

Articolo inserito martedì 21 ottobre 2008

Nella seduta odierna del Consiglio Provinciale, il Vice Presidente della Provincia Palmiro Giovagnola ha risposto ad una interrogazione del Consigliere di An Giampiero Panfili circa la situazione economica della Spoletina Trasporti.

“Il quadro che emerge - sottolinea il Consigliere Panfili- è ancora più drammatico di ogni più cupa aspettativa: la Spoletina Trasporti fa registrare al 30 Giugno 2007 una perdita di esercizio di 2.895.000 di euro che vanno sommati alle passività accumulate nel 2006 pari a 1.800.000 di euro.

Per fare fronte a tali perdite l’Amministrazione provinciale ha preso in considerazione l’ipotesi di impegnare il patrimonio dell’Azienda. Riguardo alla possibilità che bilanci così deficitari compromettessero la creazione della holding regionale dei trasporti, verso la quale abbiamo espresso contrarietà perchè comporterebbe l’ulteriore perdita di un centro direzionale nel comprensorio spoletino, la Giunta si è mantenuta sul vago tenendo però aperta la possibilità di ricorrere ad altre soluzioni diverse dalla holding.

Alla luce di tutto questo si evince chiaramente che la gestione dell’Azienda spoletina non è stata all’altezza delle aspettative producendo buchi di bilancio tali da dover impegnare il patrimonio aziendale per evitare di portare i libri contabili in Tribunale e aprire la procedura di fallimento.

Un Consiglio di Amministrazione evidentemente inadeguato per scelte di gestione e per strategie aziendali al quale però è stata inspiegabilmente rinnovata la fiducia, riconfermandone tutti i componenti, a dimostrazione del fatto che non si tiene conto dei risultati prodotti ma che si preferisce un criterio politico, se non partitico per la scelta dei Dirigenti apicali delle Aziende Pubbliche.

Siamo certi che il trasporto pubblico sia un settore strategico e rappresenti un servizio essenziale che le Amministrazioni devono offrire indipendentemente dai ritorni economici, ciò non giustifica però che le Aziende pubbliche possano essere gestite ignorando quei criteri di efficienza e economicità richiamati anche nelle normative nazionali.

Non solo evidentemente vige il principio della non responsabilità degli Amministratori sulle aziende amministrate ma, ignorando ogni criterio di buon senso e di maturità politica si arriva addirittura a premiare, attraverso la riconferma della fiducia, soggetti evidentemente inadeguati a ricoprire i ruoli cui sono chiamati, con il rischio che a farne le spese siano le 200 famiglie degli altrettanti lavoratori impiegati nella struttura”.