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quote_openIn un momento dove la politica sembra essere distante dai cittadini, bisogna ripartire dalle idee sane e dare fiducia agli uomini che la meritano: chi può documentare il proprio impegno quotidiano nel tempo, offre una garanzia per quello che farà in futuro.quote_close

Giampiero Panfili

Ordine del Giorno sulla Comunità Montana

Articolo inserito lunedì 27 ottobre 2008

Verificato che la Regione dell’Umbria il 28 maggio 2008 in base all’art 3 della L.R. 18 del 2003, ha chiesto che entro trenta giorni l’Organo competente in “materia di indirizzo”, di tutti i Comuni ed in particolare quelli fino a 25 mila abitanti, si esprimesse per scegliere quale ambiti territoriali o forma associativa intendesse adottare tra:

1)Unione di Comuni;

2)Conferimento delle funzioni alla Comunità montana di cui fanno parte o a Comunità montana limitrofa nel caso di comuni non inseriti in alcuna Comunità montana;

3)Associazione intercomunale;

Preso atto che la volontà politica del Sindaco Brunini e della Sua Giunta fosse quella di non entrare a far parte di nessuno dei nuovi Enti montani, e che le scelte in materia di catasto, polizia locale e sistemi educativi scolastici non vanno nella direzione di alcun a forma associativa;

Considerato che alla richiesta della Regione in base all’art.3 della L.R. 18 del 2003 la Giunta di Spoleto ha deciso di non rispondere;

Accertato che in assenza di un pronunciamento del Comune è previsto al comma 4 dell’art. 3 della 18/2003 che la Regione si sostituisce al Comune nella decisione;

Accertato che in base all’art. 42 comma 2 del TUEL è competenza del Consiglio Comunale, la convenzione tra i comuni e quelle tra i comuni e la provincia, costituzione e modificazione di forme associative;

Verificato che in base all’art. 42 del TUEL la risposta alla richiesta della Regione era quindi di competenza del Consiglio Comunale;

Palesata quindi l’illegittimità della decisione della Giunta di non rispondere alla richiesta della Regione, in quanto non è stato consultato l’organo competente che è il Consiglio Comunale;

Constato che il comune di Spoleto è escluso da qualsiasi Ente montano, come riportato nella delibera della Giunta regionale del 22 settembre del 2008;

Verificato che in base all’art. 7 della L.R. 18/2003 possono altresì far parte di una Comunità Montana, apportando i relativi patrimoni, i Comuni con popolazione superiore ai 25 mila abitanti ed inferiore ai 40 mila, totalmente o parzialmente montani che siano parte integrante del sistema geografico e socio-economico della Comunità medesima, laddove lo Statuto della stessa preveda tale possibilità.

Appreso in base all’art. 7 bis della L.R. 18/2003, che per i Comuni che non fanno parte di nessun Ente Montano le funzioni relative agli interventi speciali per la montagna stabiliti dall’Unione Europea, dallo Stato, dalla Regione o Provincia sono trasferiti ai Comuni che le esercitano attraverso la Comunità montana limitrofa;

Accertato che per il Comune di Spoleto, si intende come “Comunità montana limitrofa” la zona Omogenea n°2 ottenuta dalla tabella di conversione della L.R. 24/2007 (CM Monte Subasio+ CM Monti Martani e del Serano);

Preso atto che nella riforma Regionale ci siano diverse criticità, la Città di Spoleto, in virtù dell’ esclusione dei propri rappresentanti in seno al nuovo Consiglio dell’Ente montano, sarà nuovamente declassata, in quanto sarà delegato al nuovo consiglio della “zona omogenea n°2” la gestione delle risorse destinate alle nostre aree montane, senza che nessuno possa difendere gli interessi della nostra città;

Tutto ciò premesso il Consiglio Comunale impegna il Sindaco a percorrere, in dissenso con la Sua posizione personale, ogni iniziativa affinché in base all’art. 7 della L.R. 18/2003, il comune di Spoleto possa far parte della nuova Comunità montana definita “Zona omogenea n°2” per evitare così un ulteriore declassamento della Nostra città.